HOKUSAI ED HIROSHIGE

La purezza e la rivoluzione del paesaggio

 

La pittura tradizionale orientale di paesaggio racchiude in sé elementi universali, fortemente intellettuali e spirituali. Il paesaggio viene quindi mitizzato anche se messo in relazione ai cambiamenti climatici e all’aspetto fisico del territorio. Nei primi anni dell’ Ukiyo-e (genere artistico che significa propriamente “immagini del mondo fluttuante), fiumi e colline appaiono come elementi di sfondo, cornice perfetta per le figure che animano la rappresentazione e per la storia che si vuole raccontare.

Col passare del tempo, intorno agli anni trenta dell’’800 il paesaggio si afferma come genere artistico dell’Ukiyo-e. E’, adesso, un paesaggio  improntato su un profondo realismo e sull’osservazione diretta del mondo naturale. L’artista interpreta ora l’estrema variabilità dei ritmi naturali, del mondo fenomenico, tutto immerso in un sentimento fortemente poetico, in un’atmosfera magica dove la natura esprime la sua vera essenza.

Il successo dei paesaggi, che raffiguravano i luoghi più attraenti del Giappone, è da mettere in relazione con la diffusione sempre più accentuata della cultura del viaggio, intrapreso per passione o per necessità. 

Due dei massimi rappresentanti e interpreti della purezza del paesaggio sono: Katsushica Hokusai (1760-1849) e Utagawa Hiroshige (1797-1858).

Hokusai, che fu il primo a consacrare la pittura di paesaggio come genere indipendente dell’Ukiyo-e, creò una serie dopo l’altra di xilografie che illustravano i  celebri scorci di Edo  e le località che si trovavano sulla  principale strada che collegava la capitale a Kyoto. A questo artista va riconosciuto il merito di aver fatto conoscere a un vasto pubblico il fascino e l’incanto di paesaggi semplici e puri in stampe a xilografia, suscitando in chi guarda un’impressione indimenticabile.  

Stimolato proprio dalle vedute dipinte da Hokusai, anche Hiroshige illustrò le sue esperienze e le sue impressioni avute durante il viaggio lungo la Tokaido e le pubblicò con una serie di  quadri dal titolo : “Le 53 stazioni della Tokaido”, opera che gli conferì un enorme successo. Hiroshige registra i cambiamenti climatici e di paesaggio da una stagione all’altra, attraverso un lirismo armonico. Nei suoi affascinanti e suggestivi paesaggi diventano protagonisti la pioggia, la nebbia, la neve, il vento e la luna, cerchio luminoso e delicato che si staglia contro il cielo, che il pittore ci ripropone attraverso un metodo artistico fatto di sintesi, semplicità e raffinatezza.

E’ questa la purezza,  che poi è sempre anche una rivoluzione, che ci hanno tramandato questi due grandi maestri.

E.Orlando

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Aprile 2010 07:55 )