LA TECNICA

 

In Giappone, la tecnica della riproduzione xilografica è il risultato del lavoro di più figure professionali ben distinte tra loro. La collaborazione tra il pittore, l’incisore e lo stampatore è, infatti, un elemento essenziale di questa arte, che lega indissolubilmente l’elemento artistico a quello artigianale in un percorso estremamente interessante.

L’autore dell’opera originale affida il proprio lavoro, un disegno su carta, a un editore stampatore.

L’editore dà il via nel suo laboratorio, ad abili scultori e intagliatori alle sue dipendenze, alla fase successiva: la realizzazione della matrice in legno (o tavola di stampa). Anzi, delle matrici (per ogni xilografia se ne possono avere fino a dieci), perché ad ogni colore, che sarà impresso successivamente sulle stampe, corrisponde una diversa matrice.  Purtroppo per realizzare le matrici, i cui tratti dovranno riprodurre in tutto e per tutto l’opera originale, lo scultore dovrà sacrificare il disegno del maestro.

A questo punto l’incisore, che può essere lo scultore stesso, l’editore o un’altra figura ancora, provvederà ad apporre, a più riprese e con precisione, la carta sulle matrici ultimate e precedentemente imbevute con il colore corrispondente. E a premerle sfregandoci sopra con il tampone (baren) affinché linee e colori penetrino la carta e diano la forma all’opera d’arte ultimata: la XILOGRAFIA POLICROMA.

Per la quale dovrà essere utilizzata una carta (solitamente a base di midollo di moro,ridotto in  pasta e mescolata ad una colla vegetale) molto leggera e compatta, affinché l’inchiostro abbia una buona penetrazione ma non si espanda.

La xilografia porterà la firma e il timbro dell’artista, il sigillo dell’editore e quello del censore. Il nome dello scultore (autore delle matrici) resterà invece anonimo, essendo citato l’editore del quale lui è alle dirette dipendenze.  

Non esiste nessuna cifra che ci indichi i numeri della tiratura o la posizione di quell’opera all’interno di una serie.

Si ritiene che la qualità della matrice (che solitamente è di legno di ciliegio) consenta una tiratura omogenea e senza alterazioni, per circa trecento esemplari, che rappresentano la prima tiratura.

Una successiva tiratura necessiterà di nuovi legni o di ritocchi e modifiche a quelli vecchi. Ma si tratterà comunque e sempre di un’altra cosa. Di un’altra tiratura.

G.P.Aiuti

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Aprile 2010 07:55 )