Mostre in Archivio

MOSTRA DI LISANDRO ROTA

DAL 7 MAGGIO ALL'11 GIUGNO 2011 ATELIER ANTIQUARIO INAUGURA LA MOSTRA . "BREVE VIAGGIO NELL'IMMAGINARIO, ALL INCLUSIVE" DI LISANDRO ROTA. . VI ASPETTO NUMEROSI- PER INFO TEL. 0573- 31560.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 27 Marzo 2012 15:14 )

 

MOSTRA "LA PERFEZIONE DEL GESTO" XILOGRAFIE GIAPPONESI

MOSTRA DI XILOGRAFIE GIAPPONESI " LA PERFEZIONE DEL GESTO"

BIBLIOTECA FORTEGUERRIANA PISTOIA DAL 30 GIUGNO AL 31 LUGLIO 2010 

Si tratta di un’esposizione di circa 100 xilografie dell’epoca Edo e di quella Meiji, periodi che abbracciano più secoli della Storia giapponese: il ‘600, il ‘700 e l’800.La Storia, appunto, la società, i costumi, l’arte, il pensiero e le abitudini di un popolo saranno mostrati  attraverso le xilografie originali dell’Ukiyo-e (scene e immagini del “mondo fluttuante”), un’emozione estetica di gesta e colori coinvolgenti.   E’ un’occasione imperdibile per gli appassionati e i collezionisti, ma lo è anche per chi non conosce molto questa forma artistica e potrà entrare dentro a una realtà in apparenza esotica e  lontanissima da noi e dal nostro mondo, ma molto più vicina di quanto si  possa immaginare.

Parole  come “Manga”, “Sushi”, “Zen”e “Geisha”, tanto per citarne solo alcune, sono entrate a far parte del nostro linguaggio e immaginario quotidiano ma, le  storie di questo “mondo fluttuante” potranno   farci scoprire molte altre cose che la nostra modernità in qualche modo ha cancellato.

 

Non perdetevi la cerimonia del tè che si terrà sempre presso la Biblioteca Forteguerriana il 5 luglio alle ore 21. In quell'occasione la Mostra rimarrà aperta fino alle ore 24,00.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 05 Novembre 2010 10:34 )

 

MOSTRA BETTARINI, TORSI E LUXARDO

Per tutto il mese di Giugno dal 1° al 30, AtelierAntiquario di Pistoia Via della Provvidenza 9 ospita una collettiva di tre maestri toscani: Lido Bettarini, Giorgio Luxardo e Luciano Torsi.  L’evento denominato “Incantevoli Emozioni” è un importante occasione per i collezionisti, gli amanti dell’arte e per tutti coloro che conoscono il genere macchiaiolo di Luxardo e di Torsi o i suggestivi  paesaggi di Bettarini. Episodio unico nel suo genere l’esporre insieme questi tre diversi artisti accomunati fortemente dall’amore per i paesaggi e per la tradizione. L’evento sarà visitabile anche nella giornata di mercoledì 2 Giugno festa nazionale. Per informazioni rivolgersi alla curatrice Elena Orlando presso AtelierAntiquario tel. 0573-31560.

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 05 Novembre 2010 10:37 )

 

UKIYO-E

UTAMARO

I più profondi stati d’animo della bellezza femminile Kitagawa Utamaro (1753-Edo 1806) vero nome Kitagawa Ichitaro, è considerato uno dei più grandi maestri dell’Ukiyo-e di tutti i  tempi. Unico artista a ottenere fama in Giappone in vita, si fa conoscere e apprezzare anche dal mondo occidentale, soprattutto in Francia, dopo la prima metà dell’Ottocento, quando “colpisce” gli impressionisti europei per l’uso delle luci e ombre. Poche le informazioni della sua vita e spesso contraddittorie. Nasce nel 1753, forse in una delle tre principali città del Giappone (Edo, o Kyoto o Osaka) forse a Yoshiwara, quartiere del piacere della capitale; molti lo vogliono figlio dei proprietari della casa da tè, per altri è figlio del suo maestro Toriyama Sekien con cui vive da bambino e da adolescente. Nel 1775, a 22 anni, assume il nome d’arte Toyaki con il quale firma la copertina di un libro di commedie kabuki, poi cura una serie di stampe di attori e guerrieri. Nella primavera del 1781 cambia il gò (nome d’arte) in Utamaro e inizia a disegnare le celebri stampe di donne (bijin-ga). In tarda età sarà Ichitaro Yusuke. Ma il tema centrale del suo lavoro è quello della bellezza femminile il cui studio consacra la grandezza dell’artista. Con le sue “bijin-ga” Utamaro riesce con estrema raffinatezza a catturare i tratti femminili “fotografando” la donna a figura intera e a penetrarne gli stati d’animo più profondi. La sua arte non è semplice poesia ma “affermazione” della sensualità; risposta in chiave moderna all’appiattimento della raffigurazione classica delle donne orientali nel ‘700. La sua è un’impronta che non solo si fonde con la cultura progressista chonin, ma risulta moderna anche ai giorni d’oggi. La donna con Utamaro diventa, dietro a tratti apparentemente leggeri, delicati e sfumati, emblema sì di eleganza ma al tempo stesso di una visione della vita diversa, che trasuda come valore aggiunto mistero e sensualità. Con il passare del tempo il suo estro s’impone per carattere e forza poetica lasciando una decisa traccia anche quando evoca erotismo (vedi shunga), a volte con fare aggressivo e violento ma mai volgare. La purezza del suo tratto non decade mai, né quando traccia la natura della psicologia femminile né quando esalta l’atto sessuale. Tutto questo è Utamaro; flusso indelebile, nella mente di noi occidentali, della beltà con le sue mille sfaccettature (potente amante, madre affettuosa, bellezza al tramonto). Muore a Edo nel 1806, a 53 anni. Due anni prima era stato condannato al carcere  per aver pubblicato Hideyoshi e le sue cinque concubine, esperienza tanto scioccante da troncargli la carriera.

F. Herrero G.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Aprile 2010 07:51 )

 

UKIYO-E

IL TRAMONTO

L’Ukiyo-e e una storia che non può finire

 

Solo fino a pochi decenni fa si riteneva che la splendida stagione dell’Ukiyo-e si fosse esaurita con gli ultimi decadenti del periodo Edo: Hiroshige, Kunisada e Kuniyoshi. Niente di più errato.

I frutti meravigliosi dell’Ukiyo-e continuano a maturare anche dopo la scomparsa di quegli straordinari maestri. Basta pensare alla rivalutazione storico-critica di altri due grandi autori che hanno prevalentemente lavorato dopo gli anni sessanta dell’ottocento e, quindi, in piena epoca Meiji.  Infatti le opere di Yoshitoshi (1839-1892) e Yoshiku (1833-1904), entrambi allievi di Kuniyoshi, sono oggi, e con ragione, ritenuti importanti testimonianze di un’epoca di transizione.

Yoshitoshi con i suoi colori forti, e al contempo delicati, ci mostra i grandi sconvolgimenti di un’epoca e le drammatiche vicende della disgregazione della cultura  e dei costumi tradizionali di un popolo. Quello giapponese. Le sue storie di spiriti, e le sue raffigurazioni di una luna che dilata lo spessore del reale fino a renderlo assoluto, ci consegnano tutto il “disagio della realtà”, di una società che non è riuscita a liberarsi completamente dei suoi grandi limiti feudali, smarrendosi, invece, in un nuovo che ancora non le appartiene. E’ in questa dimensione di insicurezza che emerge la stupefacente modernità delle opere di Yoshitoshi.

Yoshiiku, invece, ripeterà i vecchi modelli dell’Ukiyo-e, nella vana ricerca di un recupero della tradizione. Ma è il suo modo pregevole di descrivere quel mondo scomparso che, in qualche modo, ci renderà quel mondo ancora presente, perlomeno nello spirito.

Dopo di loro si può dire che il “mondo fluttuante” e delicato della xilografia giapponese sia giunto al suo definitivo tramonto. Solo in Giappone, però, perché in realtà una stagione artistica non finisce mai, senza che i suoi semi vengano raccolti altrove. Infatti in Francia e in tutta Europa, l’Ukiyo-e sarà fonte d’ispirazione per l’Art Nouveau, per il cubismo e per molti pittori impressionisti.

G.P.Aiuti

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Aprile 2010 07:54 )

 
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