Mostre in Archivio

affortunati

Aldo Affortunati

Pittore del mese: Novembre 2008

Aldo Affortunati
(C. Garfagnana 1906-1991)

La pittura di  Aldo Affortunati, con i valori indiscutibili insiti nei suoi soggetti, colpisce per la vicinanza a Giovanni Fattori.

Egli lavorò senza grandi ambizioni, ma fedele al suo istinto  di dipingere i volti, la gente, i paesaggi, ore liete e tristi di avvenimenti che, sempre, si manifestano nella vita quotidiana.

Nonostante Affortunati fosse sconosciuto alla maggior parte delle gallerie, il suo studio in Piazza Donatello a Firenze, fu meta frequente di appassionati della pittura del maestro che talvolta videro distruggere i quadri, farli a pezzi e bruciarli nella grande stufa di ceramica, perché non riusciti nella maniera voluta.

Il dipinto qui esposto, eseguito nel 1944, che si annovera come “Omaggio a Giovanni Fattori”, fu richiesto nel 1964 dall’artista al proprietario, per riportarlo nel proprio studio e offrendo in cambio al collezionista una cospicua somma di denaro.

Evidente il pentimento di aver venduto un’opera partorita dall’anima e che, con molta probabilità, aveva una enorme importanza per il pittore. La richiesta non fu accolta.

La città di Firenze lo accettò con un tiepido entusiasmo, catalogandolo come puro accademico, (cosa non vera se si osserva con attenzione il bozzetto preparatorio esposto con il titolo “ Carabinieri in vedetta”) tanto che, in seguito, egli diresse le sue opere lontano oltreoceano, nel grande continente americano, che lo accolse non come straniero, ma come amico interprete dell’animo umano e dispensatore sulla terra di “poca favilla gran fiamma seconda”.

(S.O. Collezionista )

Renato Natali

Pittore del mese: Ottobre 2008

Renato Natali
(Livorno 1883 -1979)

Fin da ragazzino comincia a disegnare e a dipingere da solo senza l’insegnamento di nessun maestro.

I primi dipinti conosciuti risalgono al 1898 e il primo riconoscimento arriva nel 1903 con una medaglia d’argento del Ministero della Pubblica Istruzione, poi nel 1905 partecipa alla Biennale di Venezia.

La sua passione per la pittura lo porta ad andare continuamente in giro: abbozza e prende appunti di quello che lo colpisce, poi rientra nello studio e concretizza le annotazioni sulle tele; Livorno sarà sempre uno dei temi preferiti, le sue piazze, le strade e il litorale di Antignano.

Nel 1913 viene invitato in Inghilterra, a Brighton, per partecipare ad una Mostra Internazionale di Litografia e sempre nello stesso anno si reca a Parigi, ospite dell’amico commediografo Dario Niccodemi; durante questo soggiorno parigino fa amicizia con Amedeo Modigliani e conosce diversi pittori francesi.

Nel 1914 ritorna a Livorno intimamente cambiato, comincia a dedicarsi con più costanza alla pittura ed anche il contenuto delle sue opere risente del soggiorno parigino: i colori si fanno più brillanti, la tecnica pittorica varia a seconda del soggetto e i temi si fanno più vitali.

Intorno agli anni venti il pittore collabora con la rivista settimanale “Il Mondo” realizzando numerosi disegni, condivide la nascita del “gruppo Labronico” e partecipa a tutte le mostre sindacali livornesi e toscane; iniziano a svolgersi anche le sue prime mostre personali a Livorno, Roma, Genova e Milano.

Durante il secondo conflitto mondiale non abbandona mai Livorno nonostante i frequenti bombardamenti e al termine della guerra dipinge la sua celebre tela “La preghiera dei rimasti”.

Nel 1974 Livorno dedica a Natali una retrospettiva e una pubblicazione monografica.

Renato è senz’altro il pittore prediletto dai livornesi, proprio per la sua passione nell’illustrare tutti gli aspetti della sua città: la Livorno di Natali scaturisce dalla sua fantasia creativa, all’interno del suo studio e nella rielaborazione degli appunti presi dal vivo.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Aprile 2010 08:03 )

 

filippelli

Cafiero FilippelliPittore del mese: Gennaio 2009Cafiero  Filippelli
(1889-1973)
Una “luce” interiore che tutto illumina La storia dell’arte ci testimonia quanto le tribolazioni di una vita travagliata non riescano a frenare un afflato artistico che sia profondo e genuino, ma, al contrario, portino ad un arricchimento dell’artista in termini di sensibilità, di umanità, di pathos. Vita senza dubbio difficile, ma ricca di volontà e passione, fu quella di Cafiero Filippelli, uno dei più grandi maestri della “Scuola Labronica del Novecento”, diretta discendente della corrente postmacchiaiola.In un contesto di povertà, ultimo di sei fratelli, già all’età di otto anni avverte una forte passione per la pittura, che esprime disegnando con i gessetti e con il carboncino sui marciapiedi della sua città, Livorno, ciò che gli consente di racimolare qualche spicciolo. Rimasto precocemente orfano, è costretto a lavorare per contribuire al sostentamento della famiglia, passando dalla bottega di un vinaio a quella di un barbiere.A volte il destino di un uomo è segnato da un’intuizione: la madre comprende il talento di Cafiero e si rivolge allo scultore Gori, per cui in passato aveva posato come modella, affinché indirizzi il figlio a studi appropriati.Filippelli potrà così frequentare la Scuola di Arti e Mestieri a Livorno e successivamente l’Accademia delle Belle Arti di Firenze.Dopo la guerra, moglie e due figli, si ritrova a lavorare in una fabbrica di letti in ferro, decorandone le testate con motivi floreali.Quelle stesse testate, anni dopo, quando Filippelli sarà divenuto pittore affermato, subiranno il destino di essere sfasciate dagli amatori dell’artista per essere trasformate in quadri. Ma l’attività di decoratore non può certo esaurire la vena artistica di Cafiero, il quale la sera tardi, dopo il lavoro, trova le energie per continuare a dipingere alla luce fioca di una lampada o di una candela.Dobbiamo dire grazie anche all’assenza della luce elettrica se molte opere dell’artista risultano tanto affascinanti: nascono così i “canfini” (vecchio nome dei lumi a petrolio), i celebri “interni” del Filippelli tanto apprezzati dal pubblico e dalla critica.Quelle ritratte sono soprattutto scene di vita quotidiana, di intimità familiare, atmosfere che, ciò che è fin troppo facile dire, gli eventi della vita gli hanno in gran parte precluso. Sono famiglie riunite intorno alla tavola imbandita, donne intente a piccoli lavori domestici, madri premurose che seguono lo studio dei propri figli. La luce, spesso soffusa, gioca un ruolo capace di grande suggestione, valorizzando le linee morbide e i colori caldi e pastosi, mettendo in risalto la figura umana. Sarebbe però gravemente riduttivo confinare la figura di Filippelli a quella di “mago degli interni”, e lo stesso artista spesso se ne doleva. Filippelli ci ha lasciato in eredità , degno discendente della scuola dei Macchiaioli, anche incantevoli esterni eseguiti dal vero: marine, scene agresti della campagna livornese e pisana, scorci della sua amata Livorno, di Antignano, della pineta di Ardenza… Come non ricordare poi i nudi femminili, caratterizzati da uno studio anatomico accurato, da tonalità delicate, quasi pastello, dall’armonioso drappeggio di coperte e tendaggi.Ed ancora: i ritratti, verso i quali il maestro si sentiva istintivamente portato, le decorazioni di altari, gli scorci paesaggistici colti alla luce del sole e poi rielaborati in studio. La partecipazione a prestigiose manifestazioni e il crescente successo di pubblico e di critica non andarono mai ad intaccare la natura di un uomo semplice e spontaneo, capace di trarre dall’intimo note di sincerissima poesia e di sublime delicatezza, sempre fedele alle più pure tradizioni toscane.Le principali mostre personali e collettive 1917 – Livorno – 1à Mostra del soldato 1919 – Livorno – 1à Esposizione d’Arte alla Pinacoteca livornese 1922 –Primaverile fiorentina (una sua opera viene acquistata dalla Galleria d’arte Moderna) 1922 – Torino – QuadriennaleVenezia – XIV Biennale Internazionale d’arte di Venezia 1930 – Novara 1930 – Bologna – Galleria Novo Toscano – in contemporanea con Corrado Michelozzi. 1933 – Firenze.I quadri dagli anni ’50 in poi perdono smalto e subiscono una notevole riduzione delle quotazioni.Le sue opere si trovano in importanti musei ed esposizioni permanenti come le Gallerie d’arte moderna di Roma, Firenze, Torino, Novara e Livorno.Numerose le mostre dedicategli dopo la scomparsa in varie città italiane.Il testo dell’ articolo è del  Dott. Stefano Barbieri  ed è tratto dalla rivista :  ” Arte a Livorno…e oltre confine

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Aprile 2010 08:02 )

 

erato tsouvala

Erato TsouvalaPittore del mese: Febbraio 2009Erato TsouvalaNata nel Pireo/Grecia, Erato Tsouvala ha studiato pittura, storia dell’arte e arte moderna, ed ha fatto le prime esperienze nel laboratorio dell’artista greco Antonis Politakis. Erato ha esposto i suoi lavori in numerose esposizioni in Grecia, e recentemente ha cominciato a promuovere il suo lavoro artistico all’estero. La sua arte è influenzata dalla agiografia bizantina ed è piena di erotismo oltre che di una qualità nella raffigurazione delle forme nude. Erato è un membro del progetto artistico internazionale Art Beyond Borders. E’  stata selezionata per la mostra del gruppo internazionale Art Unbound in Alexandria/Egypt.Principali mostre in Grecia:
  • Gallery “KLIMAKA”
  • Gallery “Tassos”
  • Hotel “Congo Palace”
  • Youth club of Piraeus
Principali mostre internazionali:
  • Art Festival Al Talaki “Art Unbound” – Alexandria, Gennaio 2001
  • “Worte und Bilder” – Landesbibliothek Linz/Austria, Maggio 2001 - http://www.eurolab.at/art/einladung.htm
  • Sweden – show at JOENKOEPING  Maggio 2001
  • ART BEYOND BORDERS Exhibition
  • Generali Insurance Company, Linz / Austria Giugno 2001
  • Pulcheria Arte, Piacenza – Italia, 7 / 22 settembre 2001
  • ART BEYOND BORDERS Exhibition, Municipal Gallery Burg Stolberg
  • Stolberg / Germania 21 Ottobre 2001 - 11 Novembre 2001
  • HEART2ART – Steninge palace
  • Kultur center, Stoccolma, Svezia Gennaio 2002
  • 20 Luglio 2002- 4 Agosto 2002, Grillparzerhof, Kirchberg o.d. Donau / Austria
  • 19 Luglio 2002-4 Agosto 2002, ART BEYOND BORDERS Exhibition
  • Castello di Travo /  Italia
  • Agosto 2002 ART BEYOND BORDERS Exhibition
  • Castello di Fontanellato - Italia
  • 24 Ottobre 2002 - 16 Novembre 2002, ART BEYOND BORDERS Exhibition
  • Galerie Kandinsky, Vienna / Austria
  • 26 Marzo – 30 Aprile 2003 Etairia Makedonikon Spoudon – gallery “Peristylio”, Thessaloniki – Grecia
  • ART BEYOND BORDERS Exhibition Kunstverein Erkelenz (vicino Colonia)
  • Germania, 2003Art Beyond Borders Exhibition Bella Vita, Gallerie im Stadttor, Düsseldorf
LO STILE ARTISTICO di ERATO
<<Lo stile innovativo dei dipinti di Erato cattura immediatamente gli amanti dell’arte. I lavori artistici dedicati profondamente all’essere umano manifestano fortemente l’esistenza poetica dell’Amore e della Passione, rappresentati in un unico modo.
Le figure sono coppie così armoniose che rivelano anche la loro essenza individuale. Ciascuno può scorgere un soffio d’Antica Grecia  misto a tracce di agiografia bizantina, ma il vero risultato genera un nuovo tocco che solo Erato avrebbe potuto introdurre.
Le forme prendono vita dall’unione di rapidi tocchi facendo emergere un incomparabile erotismo che tende a spiritualizzare l’immagine e a comporre un inno all’Amore. I corpi si abbracciano con eleganza nell’eccesso creando una fusione senza precedenti che suscita sensazioni autentiche e reali. La discendenza greca di Erato è delineata nei suoi lavori artistici, dove il mediterraneo blu e le terre, combinati con lo sfondo bianco, guidano i visitatori ad un’esaltazione dell’anima, mentre le sferzate rosse ispirano la passione.I dipinti di Erato vanno oltre le forme e i metodi convenzionali, suggerendo alla comunità di artisti moderni un nuovo orizzonte, e lanciando il suo solare messaggio poetico.>> Jim Sofiou
<<La figura umana è l’elemento centrale della poetica di Erato Tsouvala. Nei suoi quadri la poesia si sviluppa, tra immanente realtà e suggestioni mitologiche, proprio attorno a quei pochi tratti sapienti che disegnano i corpi.
Erato non è certamente un’artista contemplativa e la forza del suo messaggio sta nell’evidenza di una profonda ricerca introspettiva capace di scoprire l’energia che anima l’uomo, la radice della sua natura.
Ed ecco che l’energia che scaturisce dai corpi, che è l’umano sentire, il desiderio, l’amore, la sofferenza ……. deborda dalle forme per invadere le tele trasformandole in un messaggio poetico senza tempo e senza confine. Così i suoi quadri propongono una interpretazione originale delle sensazioni umane più intime e riescono a toccare profondamente. Osservando alcuni lavori di Erato Tsouvala immediato sovviene il paragone con l’opera dell’austriaco M.P. Müller, sviluppata anch’essa attorno alla figura umana e legata a quella di Erato da una straordinaria affinità.
Siamo di fronte a due artisti che nascono da filoni culturali diversi, uno fortemente legato alla cultura classica e mediterraneo, solare, l’altro mitteleuropeo, moderno, ma che giungono ad un risultato sorprendentemente simile, quasi a voler dimostrare che i confini tra culture non esistono più se ci si interroga sulla natura umana; le differenze, quando ci sono, si limitano alle forme espressive, all’uso del colore, alla scelta dei soggetti e diventano arricchimento complessivo di un’arte contemporanea senza confini, figlia di questo tempo e degli straordinari strumenti che offre. Spero presto di poter vedere tele realizzate in collaborazione tra i due, quadri che possano essere una specie di manifesto di quel grande progetto culturale che è Art Beyond Borders pensato proprio da Müller ed al quale Erato Tsouvala ha aderito con entusiasmo pochi mesi fa.>>  Stefano Torre, Piacenza 2003
Erato segna le sue superfici per incidervi il suo forte tocco matissiano e poetico che “costruisce” le ariose figure includendole in neri contorni richiamanti lo stile espressionista. Ella sposa i nuovi linguaggi comunicazionali e utilizza spesso icone del tempo moderno traendo ispirazione da immagini pubblicitarie o fotografie artistiche per creare i suoi pezzi unici. L’artista trasforma il semplice linguaggio visuale della televisione greca o frammenti fotografici colti nel  web in archetipi senza tempo della forma umana nell’arte.
(Elena Orlando, Sara Luccitti, 2007).

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manfred mueller

 

Manfred Peter MuellerPittore del mese: Marzo 2009Manfred Peter MuellerNato nel 1961 a Linz, in Austria;
1979 maturità;
Accademia: “Hochschule für künstlerische und
industrielle Gestaltung” a Linz.
1998 Fondatore di “Arte Senza Confini”
http://www.artbeyondborders.org/
Artista della Hua Cui Artists Community
Artista della 218AC associazione culturale di Picenza.
Principali mostre temporanee:
  • Cultural Center Ursulinenhof - Linz / Austria
  • Kunstverein Erkelenz - Germany
  • Moviemento Art Galerie Linz / Austria
  • Grillparzerhof - Kirchberg o.d. Donau / Austria
  • Castle of Travo / Italy
  • Castle of Fontanellato / Italy
  • Galerie Kandinsky - Vienna / Austria
  • Drachten Art 2001 - Drachten /Netherlands
  • Ipso Arts Gallery - Perugia / Italy
  • Words and Pictures - Linz / Austria
  • Generali Building - Linz / Austria
  • Galerie Rothäuser - Essen / Germany
  • Town Hall - Subbiano, Arezzo / Italy
  • Stadtgalerie Burg Stolberg / Germany
  • Biennale Dell’Arte Contemporanea, Florence / Italy
  • Incontro al Mondo - Piacenza / Italy, Chiesa di S.Fermo
  • Racies Taller Art Gallery - Tucson, AZ / USA
  • Galerie Riefel - Maria Enzersdorf/Austria
  • Viviamo L’Arte - Bari / Italy
  • Art System Gallery - Toronto / Canada
  • The Great Wall Exhibition - Tianjin / China
  • Galerie Augentrost - Duesseldorf / Germany
  • Casineum Linz / Austria
  • Hua Cui Artists Community - Tianjin, China
  • W.F.A. Gallery - New York / USA
  • Sala Napoleonica - Pistoia / Italy
  • Grillparzerhof - Kirchberg o.d.Donau / Austria
  • Eros - das ewige Spiel - Monschau / Germany
  • Castle Almegg - Steinerkirchen / Austria
  • Cultural Exchanges in our Digital World - Linz / Austria
<<My interest as an artist always focused on human beings and their relationship with one another.   I´m often using images of the mass media or sketches done from nature to transform them into structure for my work.
Even though my paintings are made up of identifiable elements, this does not mean the depiction of reality. I gather together fragments from different realities. Colours have an emotional value for me and are applied in numerous layers. I employ a combination of media: drawing and painting repeatedly interlace.>>
<<Il mio interesse come artista è sempre focalizzato sugli esseri umani e sulle loro relazioni con gli altri. Io spesso uso immagini dei mass media o sketches tratti dalla natura per trasformarli in strutture per il mio lavoro. Anche se i miei dipinti sono realizzati con elementi identificabili, questo non significa che siano il ritratto della realtà. Io metto insieme frammenti di realtà differenti. I colori hanno per me una valenza emotiva e sono applicati in diversi modi. Creo una combinazione tra tecniche: realizzo continuamente intrecci di disegno e pittura.>>
Recensione di Elena Orlando
CORPI SENZA CONFINE
Le opere di Mueller nascono da una tradizione essenzialmente figurativa e sono incentrate sul corpo umano, osservato nella sua polivalenza di segno e simbolo dell’uomo, nella sua ricchezza in cui la fisicità e l’inconscio si incrociano e si uniscono, si armonizzano e si sovrappongono. Luogo espressivo per eccellenza, dunque, il corpo: centro di energia vitale, veicolo di comunicazione e di sensazioni, impulso ed approdo del desiderio, specchio delle illusioni, oggetto di intimità, maschera mutevole dell’anima e rivelazione della bellezza. Lo scrutare gli angoli più reconditi dell’anima porta questo artista a rappresentare corpi senza alcun confine, specchi dell’io e dei suoi segreti più atavici. Manfred ne rappresenta le forme con estrema versatilità plastica, stendendo colori caldi e avvolgenti che bruciano la tela con impareggiabile sensualità. L’arte di questo pittore è, inoltre, saldamente legata al nostro tempo: un legame indissolubile è stato  stretto con la dimensione digitale, infatti senza il web non avrebbe avuto la possibilità di captare intuizioni nuove. L’arte digitale è oggi per Manfred una parte essenziale del suo lavoro. L’artista austriaco mescola abilmente le varie tecniche:  utilizza gli strumenti digitali come punto di partenza o come risultato di un complesso processo creativo che passa attraverso una rielaborazione “tradizionale” pittorica o grafica, dando così vita ad una preziosa opera “mista”.
Elena Orlando“Bad dreams” pastello e tempera, 50×40cm

 

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